My Life

Il progetto “My Life” ha come presupposto quello di dare la possibilità per una persona con disabilità psico – fisico e motoria, di vivere e di poter prendere
autonomamente decisioni riguardanti la propria vita.

Il progetto individuale viene predisposto e realizzato con la piena condivisione della persona con disabilità.
Con l’espressione My Life appunto si intende una serie di obiettivi e strumenti che hanno lo scopo di favorire l’autonomia e la conseguente indipendenza del soggetto con disabilità.
Si tratta di un progetto che mette le misure predisposte da regioni e comuni, che mirano a favorire l’autodeterminazione delle persone in condizione di disabilità,
favorendo il più possibile la permanenza in casa, a discapito di soluzioni di istituzionalizzazione.


A introdurre questo concetto di “Vita Indipendente” non solo come concetto ma anche come prassi, nell’ordinamento italiano, è stata la legge 162 del 1998 (e successive modifiche).
Si tratta di una legge che negli anni ha visto la successiva possibilità, da parte dei comuni, di proporre e sostenere questo genere di interventi.

Alla fine del 2017 sono state pubblicate le nuove Linee Guida per le regioni, che vi si dovranno attenere per i propri progetti di Vita Indipendente.
“My Life” fa proprie queste Linee Guida oltre ad assumere i principi fondamentali delineati dalla Convenzione ONU del 2009, costruendo insieme alla persona con disabilità e alla sua famiglia un progetto mirato con obiettivi declinati e strumenti condivisi.

Obiettivi del progetto

L’obiettivo del progetto “My Life” è quello di sviluppare le capacità di prendere decisioni, assumersi responsabilità e diventare protagonisti della proprie scelte di vita.
Il percorso utilizza perciò una metodologia di tipo attivo, nella quale la persona disabile viene stimolata all’acquisizione di competenze legate all’autonomia e alla socializzazione e nelle stesso tempo a sperimentarle direttamente attraverso attività e stimoli che ne permettono l’applicazione stessa in un percorso di accompagnamento individuale.
Le competenze fondamentali da promuovere pertanto sono quelle riportare qui di seguito:

• Decision making: prendere decisioni in modo consapevole;
• Problem solving: affrontare e risolvere i problemi in modo costruttivo;
• Creatività: trovare soluzioni e idee originali;
• Abilità per le relazioni interpersonali: mettersi in relazione in modo adeguato e propositivo con gli altri;
• Gestione delle emozioni: riconoscere e regolare le proprie emozioni;
• Gestione dello stress: conoscere e controllare le fonti di tensione;
• Processi di autonomia.


L’acquisizione di tali competenze costituisce il presupposto indispensabile per promuovere il benessere personale e sociale, per stabilire relazioni significative,
che permettano lo stabilizzarsi di scelte di vita indipendente.

Metodologia

L’intervento ha come presupposto di base la necessità di creare una relazione significativa e autorevole tra la persona con disabilità e le fi gure professionali messe
in campo.
In tal senso è prassi attivare in fase preliminare una riunione operativa tra gli operatori che si occuperanno del singolo caso:
• condividere le linee guida del supporto educativo (ruolo dell’educatore);
definire le problematiche specifiche del caso;
• concordare gli obiettivi iniziali e le strategie educative.


Affianco all’equipe psico-educativa è di fondamentale rilevanza il coinvolgimento della famiglia (anche quando siamo in presenza di una persona già maggiorenne)
con un incontro dove:
presentare il ruolo e l’intervento dell’educatore;
condividere le modalità di intervento;
condividere gli obiettivi iniziali e le strategie educative.